Quando fuori nevica… per cena Polenta e Tapulone!

Giornata nevosa e umidiccia… cosa si mangia per cena? Ma polenta e tapulone!

E’ il piatto principe della gastronomia borgomanerese, tra i più tipici della tradizione novarese e piemontese: il Tapulone (o Tapulòn o Tapulòc o Taplòn e così via in base al dialetto dei vari paesi), polpa d’asino macinata, cucinata con olio, sale, pepe, chiodi di garofano, qualche foglia di lauro, innaffiata da vino rosso delle Colline Novaresi.

La tradizione popolare ricollega questo piatto alla leggendaria vicenda dei 13 pellegrini della Bassa da cui sarebbe stata fondata Borgomanero, i quali, per non morire di fame, furono costretti a sacrificare l’asino che tirava il loro carretto. I pellegrini tornavano infatti dall’isola di San Giulio, sul Lago d’Orta, dove erano andati a venerare le spoglie di San Giulio, protettore dell’alto Novarese. Giunti in quella che oggi è Borgomanero e non avendo provviste, guardarono l’asino che rosicchiava in quel momento un cardo ed ebbero l’idea: facile immaginare la brutta fine che fece l’asinello! La carne dell’asino si rivelò però di insospettata durezza e fu necessario ridurla in frammenti piccolissimi e tenerne la pentola sul fuoco per molte ore.

E infatti il tapulone vero non è fatto di carne macinata (quello è il piatto che da me, dove il tapulone in dialetto si chiama Tapulòc, si chiama Bruscìt, ma è un’altra cosa!!!) ma di carne tagliata al coltello in pezzetti finissimi e cotta per ore ed ore fino a che quasi non si disfa!

Oggi la stessa ricetta è diffusa anche con carne di manzo, per chi ama i sapori meno forti.

L’abbinamento perfetto? Con la polenta, naturalmente. E un buon bicchiere di rosso delle Colline Novaresi, magari di Vespolina!

E poi non possiamo dimenticare un pezzettino di gorgonzola con l’ultimo cucchiaio di polenta!

PS: se la polenta avanza cosa ne facciamo? Ma polenta e latte domani mattina a colazione!

Author: Giulia Varetti

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