Prorogata la mostra sui Macchiaioli a Pavia

E’ il movimento artistico che rivoluzionò la pittura italiana dell’Ottocento: i Macchiaioli. E la mostra alle Scuderie del Castello Visconteo di Pavia è stata prorogata fino al 31 gennaio. Le suggestive sale delle Scuderie ospiteranno ancora, infatti, “I Macchiaioli. Una rivoluzione d’arte al Caffè Michelangelo”, un progetto espositivo ideato, prodotto e organizzato da ViDi in collaborazione con il Comune di Pavia e curato da Simona Bartolena e Susanna Zatti.

Prorogata la mostra sui Macchiaioli a Pavia

Prorogata la mostra sui Macchiaioli a Pavia

Nella seconda metà dell’Ottocento, Firenze è una delle capitali culturali più attive in Europa e diventa ben presto punto di riferimento per molti intellettuali provenienti da tutta Italia. Intorno ai tavoli di un caffè cittadino, il Michelangelo, si riunisce un gruppo di giovani artisti accomunati dallo spirito di ribellione verso il sistema accademico e dalla volontà di dipingere il senso del vero. Il nome “macchiaioli”, usato per la prima volta in senso dispregiativo dagli accademici, viene successivamente adottato dal gruppo stesso in quanto incarna perfettamente la filosofia delle loro opere. Il punto di vista adottato nella mostra racconta l’importanza storico artistica del movimento, i suoi rapporti con la scena francese, le novità tecniche introdotte dai pittori del gruppo, ma anche la quotidianità della vita al Michelangelo, seguendo il filo dei racconti, degli scritti, delle lettere lasciate dai protagonisti. Un modo di narrare la vicenda poco consueto, che appassionerà anche il pubblico meno esperto.

Il percorso espositivo presenta oltre settanta opere provenienti da prestigiose sedi e collezioni private, firmate dai principali esponenti del gruppo dei Macchiaioli come Telemaco Signorini, Giovanni Fattori, Giuseppe Abbati, Silvestro Lega, Vincenzo Cabianca, Adriano Cecioni, Vito d’Ancona, Raffaello Sernesi e Odoardo Borrani. La mostra si conclude con le nuove generazioni che frequentarono il Michelangelo negli anni successivi a quelli vissuti dal gruppo storico, con opere di Giuseppe de Nittis, Federico Zandomeneghi e Giovanni Boldini.

Author: Giulia Varetti

Share This Post On