Fobello: Arte&Delizia

Nel 1860 lo storico Federico Tonetti definiva Fobello “la proclamata valsesiana gemma”. Ora come allora, il borgo conserva la stessa definizione grazie alla bellezza che ne caratterizza il paesaggio, alle numerose testimonianze artistiche e culturali che vi si incontrano, quasi inaspettatamente, in ogni dove: tra i profili dell’elegante abitato, nei musei, nelle opere d’arte. Tutto, qui, parla delle secolari tradizioni della Valsesia e della sua gente.

L’origine di Fobello risale alla prima metà del Trecento, quando iniziarono a svilupparsi gli abitati e le comunità si sostentavano con i proventi della pastorizia e, in parte, dell’agricoltura. Ben presto, però, il fenomeno dell’emigrazione investì il territorio e, a partire dal ‘600, i fobellesi iniziarono a lasciare il paese in cerca di fortuna prima verso Torino e poi gradualmente in tutta Europa, distinguendosi nella professione alberghiera. Come accade anche nel resto della Valsesia, il vero “secolo d’oro” del paese sarà il XIX: Fobello si afferma come rinomato centro di villeggiatura puntando sulla capacità di accoglienza alberghiera. Questo fiorente periodo si può ricordare ancora guardando le belle ville costruite all’epoca, come Villa Musy, quasi un castello immerso nella folta vegetazione boschiva, Villa Lancia alla Montà e Villa Lanza, appartenuta all’Ambasciatore Michele Lanza.

Grazie alla sua particolare conformazione ambientale, dal 1985 Fobello fa parte del Parco Naturale Alta Valsesia e vanta un ricco ventaglio di possibilità escursionistiche. Il suo territorio si snoda tra numerose frazioni che corrono dagli 880 metri del centro cittadino ai 1.330 di Baghera. Questa zona è ricchissima di acque tanto che i quattro principali affluenti del torrente Mastallone disegnano gli itinerari degli Antichi Sentieri: il Vallone del Cervo, il Vallone di Roj, il Vallone del laghetto, degli Strienghi e il Vallone di Nava. Non bisogna dimenticare i percorsi GTA – Via Alpina che uniscono Fobello a Rimella e a Carcoforo ma sono possibili escursioni anche verso la Valle Anzasca, l’Ossola e la Svizzera.

Tra le peculiarità del paese scopriamo anche un rinomato caseificio (La Giuncà) e un laboratorio di panificazione (Vulaiga). I prodotti che qui vengono realizzati sono stati riconosciuti con il marchio di “Eccellenza Artigiana” della Regione Piemonte e offrono la possibilità di riscoprire sapori antichi e densamente gustosi, davvero difficili da dimenticare. Negli ultimi anni sono nati anche un laboratorio artigianale di gustosissime marmellate (Cà di Mori) e un biscottificio (La Strìa).

ITINERARIO

A cura di Monica Ingletti.

PARTENZA!